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Fonti e metodo

Come sappiamo
quello che sappiamo

Una storia vale quanto le sue fonti. Qui trovi da dove viene ogni cosa che abbiamo scritto, come ne distinguiamo il peso e che cosa promettiamo a chi legge.

Su un paese piccolo girano molte storie, e non tutte hanno lo stesso fondamento. Dei secoli più antichi restano pochi documenti, e per questo ogni parola conta: un anno scritto senza fonte, o una probabilità trasformata in certezza, finisce per essere ripetuta da tutti.

Per questo ogni data ha la sua fonte, e accanto ai fatti importanti c’è un’etichetta che dice quanto sono solidi. Chi vuole controllare può farlo.

Quanto è solido

I quattro livelli

Non tutte le affermazioni sulla storia locale hanno lo stesso grado di certezza. Le dividiamo in quattro classi e le segniamo con un’etichetta, in tutta la pagina Storia.

Documentato
Lo dice un documento d’archivio, un’edizione di documenti, un catasto o un registro. Lo scriviamo come un fatto e indichiamo la fonte.
Ricostruzione degli studi
È l’interpretazione di studiosi che hanno messo insieme più documenti e dati sul territorio. Scriviamo «gli studi ricostruiscono».
Da approfondire
È una spiegazione plausibile ma non dimostrata fino in fondo, oppure una notizia che arriva da fonti istituzionali o divulgative, ancora da riscontrare sui documenti. Scriviamo «probabilmente» o «potrebbe».
Da verificare
Una notizia che circola in paese o in fonti deboli, o che non concordano tra loro. Non la presentiamo come un fatto: la lasciamo tra le questioni aperte.

Serve soprattutto per il nome, per un’eventuale presenza longobarda diretta, per i resti archeologici mai scavati e per l’identificazione del palazzo o castello baronale.

Il metodo

Cosa promettiamo a chi legge

  1. Ogni data ha una fonte. Se scriviamo un anno, diciamo dove si legge. Se non lo sappiamo dire, non lo scriviamo.
  2. Documento e interpretazione stanno separati. Quello che dice la carta e quello che ne ricavano gli studiosi non sono la stessa cosa, e lo si vede.
  3. Citiamo la fonte, non il riassunto. Quando esiste il documento o lo studio specialistico, citiamo quelli. Wikipedia non è la fonte finale.
  4. Le grafie antiche restano com’erano. Paschariola, Pascarole, Pascharola: non le correggiamo, perché raccontano come il nome è cambiato.
  5. Niente certezze dove non ci sono. Se la fonte dice «probabile», «verosimile» o «potrebbe», diciamo così anche noi.
  6. Il 1045 non è una fondazione. È la più antica attestazione del nome finora conosciuta, nella forma Paschariola.
  7. I fuochi non sono abitanti. Sono unità fiscali, più o meno famiglie. Quando li convertiamo in persone, avvisiamo che è un calcolo approssimato.
  8. Due San Giorgio, mai confusi. La Cappella rurale del primo nucleo e la chiesa parrocchiale di oggi sono due luoghi diversi.
  9. Se le fonti si contraddicono, lo diciamo. Non scegliamo in silenzio la versione che ci piace di più.
  10. Foto e scansioni solo con i diritti in regola. Prima di pubblicarle controlliamo licenze, pubblico dominio e diritti di riproduzione.
  11. Le ricostruzioni disegnate si dichiarano. Un’immagine che ricostruisce l’aspetto antico del paese porterà la scritta «ricostruzione artistica basata sulle fonti disponibili». Mai spacciata per una fotografia o per un fatto archeologico.
  12. Il sito si corregge. Quando emergono nuovi documenti, aggiorniamo le pagine e, se serve, correggiamo quello che avevamo scritto.

Le fonti, una per una

Bibliografia

Le sigle S (studi e fonti di sintesi) e P (edizioni di fonti primarie) sono le stesse che trovi nella cronologia della pagina Storia.

Fonti di sintesi

Studi che mettono insieme i documenti e li interpretano. Sono il punto di partenza.

  • [S1]

    Giacinto Libertini, Origini di Pascarola

    Rassegna Storica dei Comuni, n. 120-121, Istituto di Studi Atellani, 2003.

    Perché è importante È la principale sintesi dedicata alle origini di Pascarola e rinvia, punto per punto, ai documenti medievali, ai Registri Angioini, ai Quinternioni, alle fonti sulla popolazione e alle opere moderne.

    Limite Alcune parti interpretative (origine altomedievale, letture topografiche, ipotesi archeologiche) vanno tenute distinte dai dati documentari.

    www.r-site.org/ageing/articoli_RSC/origini_di_pascarola.pdf

  • [S2]

    Comune di Caivano, La storia

    Perché è importante Fonte istituzionale che recepisce la ricostruzione del nucleo antico presso San Giorgio, la curtis Gaderisio e l’etimologia legata ai pascoli.

    Limite È una sintesi divulgativa, non un’edizione critica di fonti.

    www.comune.caivano.na.it/portale/la-storia/

  • [S3]

    Bruno D’Errico, Il Registro della contribuzione fondiaria di Pascarola

    Rassegna Storica dei Comuni, n. 114-115, 2002. PDF nella raccolta degli articoli.

    Perché è importante Studio diretto sul registro del 1807 dell’Archivio di Stato di Napoli: territorio, popolazione, colture e proprietà fondiarie.

    www.iststudiatell.org/p_isa/NE/Raccolta_articoli_D_Errico.pdf

  • [S4]

    Giacinto Libertini, Bruno D’Errico, Catasti Onciari di Casolla, Pascarola e Caivano. Vol. I — Casolla e Pascarola

    Istituto di Studi Atellani, 2025. ISBN 979-1281671508.

    Perché è importante Trascrizione moderna e analisi del Catasto Onciario di Pascarola: 142 nuclei, 549 abitanti, famiglie, mestieri, strade, proprietà e centinaia di riferimenti toponomastici.

    www.researchgate.net/publication/396814595_Catasti_Onciari_di_Casolla_Pascarola_e_Caivano_-_Vol_I_Casolla_e_Pascarola

  • [S5]

    Giacinto Libertini, Ludovico Migliaccio, Angelo Cervone, Il palazzo baronale di Pascarola

    Rassegna Storica dei Comuni, n. 230-235, 2022.

    Perché è importante Usa lo stato civile del 1809, lo stradario del 1871, l’inventario comunale del 1937, i documenti feudali e l’osservazione del tessuto urbano per ricostruire il palazzo baronale e la rete stradale.

    www.researchgate.net/publication/379873608_Il_palazzo_baronale_di_Pascarola

Fonti istituzionali, ecclesiastiche e archeologiche

Pagine e schede di enti pubblici, della Chiesa e di istituzioni culturali.

Edizioni di fonti primarie

I documenti originali, pubblicati in edizioni a stampa, che gli studi citano.

  • [P1]

    Regii Neapolitani Archivi Monumenta

    Stamperia Reale, Napoli, 1845-1861, vol. IV, pp. 317-318, doc. CCCLXXXVI.

    Uso Prima attestazione di Pascarola, 1045.

  • [P21]

    Giacinto Libertini (a cura di), Documenti per la storia di Caivano, Pascarola, Casolla Valenzano e Sant’Arcangelo

    Collana «Fonti e documenti per la storia atellana», n. 5, diretta da Franco Pezzella, Istituto di Studi Atellani, Frattamaggiore, s.d., con il contributo del Comune di Caivano; pp. 40-42.

    Uso Trascrizione latina e traduzione italiana dell’atto del 1045 (RNAM, vol. IV, doc. CCCLXXXVI).

  • [P2]

    Alfonso Gallo, Codice diplomatico normanno di Aversa

    Napoli, Società Italiana di Storia Patria / L. Lubrano, 1927; rist. Aversa 1990, doc. CXXX.

    Uso Donazione Gaderisio, 1186.

  • [P3]

    Mario Inguanez, Leone Mattei-Cerasoli, Pietro Sella, Rationes decimarum Italiae nei secoli XIII e XIV. Campania

    Biblioteca Apostolica Vaticana, 1942, nn. 3705 e 3715.

    Uso Situazione di S. Giorgio e S. Maria nel 1324.

  • [P4]

    Riccardo Filangieri e continuatori, I Registri della Cancelleria Angioina ricostruiti

    Diversi volumi.

    Uso Nicolaus de Rugeth, abitanti e contribuenti di Pascarola nel XIII secolo.

  • [P5]

    Rosaria Pilone, L’antico inventario delle pergamene del monastero dei SS. Severino e Sossio

    Istituto Storico Italiano per il Medio Evo, Roma, 1999, vol. III, doc. 1460.

    Uso Attestazione 1191-1197.

  • [P6]

    Catello Salvati, Codice diplomatico svevo di Aversa

    Napoli, 1980, doc. CIV.

    Uso Magister de villa pascarole, 1222.

  • [P7]

    Repertorio delle pergamene della Università e della Città di Aversa dal luglio 1215 al 30 aprile 1549

    Archivio di Stato, Napoli, 1881.

    Uso Privilegi e controversie fra Pascarola e Aversa.

  • [P8]

    Daniela Romano (a cura di), Cartulari notarili campani del XV secolo. Marino de Flore 1477-1478

    Athena, Napoli, 1994, doc. 416.

    Uso Abitanti di Pascarola nel 1477.

  • [P9]

    Jole Mazzoleni, Le pergamene di Capua

    Napoli, 1957-1960.

    Uso Indulgenza del 1480.

  • [P10]

    Gaetano Capasso, Afragola. Origine, vicende e sviluppo di un «casale» napoletano

    Athena Mediterranea, Napoli, 1974, pp. 201-205.

    Uso Trascrizione dei Quinternioni relativi ai feudatari di Pascarola.

  • [P11]

    Michele Guerra, Documenti per la città di Aversa

    Aversa, 1801; ristampa Istituto di Studi Atellani, 2002.

    Uso Elenco del 1459 e dati dei fuochi.

  • [P12]

    Scipione Mazzella, Descrittione del Regno di Napoli

    1601.

    Uso 90 fuochi per Pascarola.

  • [P13]

    Ottavio Beltrano, Descrittione del Regno di Napoli

    XVII secolo.

    Uso Dati seicenteschi sui fuochi.

  • [P14]

    Giovanni Battista Pacichelli, Del Regno di Napoli in Prospettiva

    Napoli, 1703.

    Uso Dati demografici e titolo marchionale dei Pisano.

  • [P15]

    Lorenzo Giustiniani, Dizionario geografico-ragionato del Regno di Napoli

    Napoli, 1804, tomo VII, p. 133.

    Uso Circa 500 abitanti e possesso Palomba.

  • [P16]

    Archivio di Stato di Napoli, Fondo Ministero delle Finanze, registro n. 234

    Uso Registro della contribuzione fondiaria della Comune di Pasquarola, 1807.

  • [P17]

    Archivio di Stato di Napoli, Stato civile napoleonico, Università di Pascarola, Distretto di Casoria

    Uso Atti di nascita 1809 e breve autonomia municipale.

  • [P18]

    Archivio di Stato di Napoli, Sezione Ponti e Strade, fascio 481

    Uso 1824, «Comuni riunite di Caivano, Pascarola e Casolla Valenzano».

  • [P19]

    A. Fajola, F. Lanna, Nozioni Storico-Politico-Topografiche delle nuove denominazioni delle strade del Comune di Caivano nel 1871

    Napoli, 1872.

    Uso Rete stradale ottocentesca.

  • [P20]

    Domenico Lanna, Frammenti storici di Caivano

    Giugliano, 1903.

    Uso Popolazione 1901 e notizie locali.

Una nota

La carta storica

La carta topografica che vedi nella pagina Chi siamo è riprodotta dallo studio di Giacinto Libertini, Origini di Pascarola (S1). I diritti di riproduzione sono in corso di verifica.

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prolocopascarola1045@gmail.com