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Chi siamo

Quasi mille anni di Pascarola,
e chi se ne prende cura

Siamo un gruppo di persone di Pascarola che si sono messe insieme per una ragione semplice: questo posto ha una storia lunga quasi mille anni. È stata studiata, ma merita di essere raccontata a chi ci vive.

Carta topografica con Pascarola al centro, le masserie intorno e la cappella di San Giorgio a ovest
Pascarola e le sue campagne, in una carta topografica.

La carta

Dove comincia
Pascarola

Guardala. Il paese è quel grumo compatto di case in basso al centro, in mezzo alla campagna. Tutto intorno, i nomi delle masserie: Rossa, Sauda, Pisani, Monte di Marzano, la Maddalena. In cima alla carta corrono i Regi Lagni, lontani dalle case.

Poi guarda a ovest, un po’ più in alto, isolata fra i campi: la cappella rurale di San Giorgio. Non è un dettaglio. Secondo gli studi, è lì vicino che sorgeva il primo nucleo abitato di Pascarola, prima che il borgo si spostasse dove si trova oggi. La cappella, rifatta nei secoli, è rimasta dov’era; il paese, no. Non è la chiesa parrocchiale di San Giorgio Martire, in paese.

Carta topografica riprodotta in G. Libertini, Origini di Pascarola, Rassegna Storica dei Comuni, n. 120–121, 2003.

Il nome

Il nome Pascarola è probabilmente legato ai pascoli. Gli studi lo riconducono al latino pascua, a una variante pascora (già antica, più frequente nell’alto Medioevo) e al suo diminutivo pascorula.

Da lì, con ogni probabilità, arriva il nome del nostro borgo: un territorio in parte da pascolo, che porterebbe ancora questo mestiere nel proprio nome. Una prova certa, però, non c’è.

Il 1045

Il 25 giugno 1045, a Napoli, una donna di nome Maru fa scrivere un atto dal curiale Sergio, il notaio di allora: suo fratello Gregorio le ha restituito i documenti e i beni che lei gli aveva affidato. Tra le ventidue carte elencate ci sono “gli atti per le terre di paschariola”.

Nell’atto compaiono le parole de terris de paschariola e de terris de loco gualdum et de paschariola: le terre di Pascarola, nella forma medievale Paschariola.

È la prima attestazione conosciuta del nome del nostro borgo. L’atto è pubblicato nei Regii Neapolitani Archivi Monumenta (vol. IV, pp. 317–318, doc. CCCLXXXVI), editi dalla Stamperia Reale di Napoli tra il 1845 e il 1861. Trascrizione latina e traduzione italiana sono nel volume curato da G. Libertini, Documenti per la storia di Caivano, Pascarola, Casolla Valenzano e Sant’Arcangelo.

Questo non vuol dire che Pascarola nasca nel 1045: prima dell’anno Mille i documenti sono pochissimi, e un’origine più antica è possibile. Il 1045 è il primo punto fermo scritto che abbiamo. Per questo è nel nostro nome.

Quasi mille anni, in ordine

Le tappe

  1. 1045

    Atto napoletano del 25 giugno 1045, scritto dal curiale Sergio: prima attestazione conosciuta del nome, nella forma medievale Paschariola: “de terris de paschariola”.

  2. 1186

    Teodora, vedova di Cesario de Gaderisio, e il figlio Ligorio dotano di beni la cappella di Santa Maria, costruita da Cesario, nella curtis di Pascarola, con l’obbligo di frequentare la chiesa di San Giorgio nelle feste principali.

  3. 1271

    La Cancelleria angioina assegna beni di Pascarola a Nicolaus de Rugeth (o Druget) e alla moglie Isabella: il primo signore del luogo di cui conosciamo il nome.

  4. 1324

    I ruoli si invertono: San Giorgio, che nel 1186 era la chiesa di riferimento, risulta solo una cappellania; Santa Maria è registrata come chiesa. Secondo gli studi, il paese si sta spostando verso Santa Maria.

  5. 1459

    In un elenco dei casali di Aversa, Pascarola ha quaranta “fuochi”, cioè famiglie ai fini delle tasse: circa duecento abitanti, a stima.

  6. 1585

    Il casale è venduto all'asta per 26.620 ducati e passa a Giovanni Antonio Pisano. Il titolo di Marchese di Pascarola è attestato dal 1703.

  7. 1806–1824

    Finisce la feudalità. Nel 1809 Pascarola è per breve tempo un comune autonomo; poi è riunita a Caivano e a Casolla Valenzano.

  8. Oggi

    Pascarola conta circa 2.500 abitanti (stima). La chiesa parrocchiale è dedicata a San Giorgio Martire, patrono del borgo.

Fonti: G. Libertini, Origini di Pascarola, Rassegna Storica dei Comuni, n. 120–121, 2003; Regii Neapolitani Archivi Monumenta; G. Libertini (a cura di), Documenti per la storia di Caivano, Pascarola, Casolla Valenzano e Sant’Arcangelo, Istituto di Studi Atellani, s.d.; A. Gallo, Codice diplomatico normanno di Aversa; Rationes decimarum Italiae. Campania. Tutte le fonti.

Tutta la storia

Un borgo vivo, riconosciuto e orgoglioso della propria storia.La nostra visione

L’associazione

Chi la tiene
in piedi

La Pro Loco Pascarola 1045 APS è nata il 18 aprile 2026. È un’associazione di promozione sociale, senza scopo di lucro, e aderisce all’UNPLI — l’Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia — tramite il Comitato Regionale della Campania.

Il nostro compito, scritto nello statuto, è valorizzare il patrimonio storico, culturale, ambientale e sociale del territorio. Detto senza formule: fare in modo che Pascarola sia un posto in cui valga la pena vivere, e che si sappia perché.

Cosa facciamo, in concreto

  • Organizziamo feste, sagre, rievocazioni e momenti di incontro.
  • Raccogliamo e divulghiamo la storia e le tradizioni del borgo.
  • Ci prendiamo cura dei beni comuni: a partire dalla villa comunale di via Semonella, per la cui gestione condivisa ci siamo candidati insieme ad altre realtà del territorio.
  • Sosteniamo le attività culturali, ricreative e sportive che nascono qui, come le serate estive del progetto Kera.
  • Lavoriamo con la parrocchia, il Comune e le associazioni della zona: da soli non si fa niente.

La presidenza

Le persone

  • PresidentePietro Mellone
  • Vice presidenteRocco Costanzo

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