La storia
Da Paschariola
a Pascarola
Questa è la storia di Pascarola come la raccontano i documenti, dalle prime carte del 1045 fino a oggi. Dove c’è un documento, lo diciamo. Dove c’è solo un’ipotesi, lo diciamo lo stesso.
Prima di cominciare
Come leggere questa storia
Non tutto ciò che si dice su Pascarola ha lo stesso peso. Accanto ai fatti più importanti trovi una piccola etichetta che dice quanto sono solidi.
- Documentato
- Lo dice un documento d’archivio, un’edizione di documenti, un catasto o un registro. Lo scriviamo come un fatto e indichiamo la fonte.
- Ricostruzione degli studi
- È l’interpretazione di studiosi che hanno messo insieme più documenti e dati sul territorio. Scriviamo «gli studi ricostruiscono».
- Da approfondire
- È una spiegazione plausibile ma non dimostrata fino in fondo, oppure una notizia che arriva da fonti istituzionali o divulgative, ancora da riscontrare sui documenti. Scriviamo «probabilmente» o «potrebbe».
- Da verificare
- Una notizia che circola in paese o in fonti deboli, o che non concordano tra loro. Non la presentiamo come un fatto: la lasciamo tra le questioni aperte.
Le fonti di ogni data sono nella pagina Fonti e metodo.
Le origini
Un territorio antico, un nome probabilmente legato ai pascoli
Il territorio
Pascarola sta nella pianura campana, nel territorio dell’antica Atella, un centro osco-campano poi romanizzato. Di quel mondo restano tracce. Treccani ricorda necropoli datate fra circa il 340 e il 300 a.C. nelle località Padula e Cantaro, e il portale archeologico della Regione Campania cataloga reperti del IV secolo a.C. dalla necropoli di Padula. DocumentatoDa approfondire
Attenzione: questi ritrovamenti dimostrano che il territorio era frequentato. Non provano che ci fosse già un insediamento chiamato Pascarola.
Il Comune di Caivano scrive che la zona fu interessata dalle centuriazioni, cioè dalla divisione romana delle terre agricole, in età gracchiana e augustea. Non ne restano tracce evidenti. Ricostruzione degli studiDa approfondire Ci racconta il paesaggio di allora, ma non autorizza a far risalire il borgo all’età romana.
Alla Forcina, lungo i Regi Lagni, sono stati segnalati resti che qualcuno ha interpretato come possibili strutture per produrre terrecotte. Il sito non è mai stato scavato: per ora è solo un’ipotesi da verificare. Da approfondireDa verificare
Il nome
Il nome Pascarola è probabilmente legato ai pascoli. Gli studi lo riconducono al latino pascua, alla forma pascora — già in età classica, più frequente nell’alto Medioevo — e al suo diminutivo pascorula. Ricostruzione degli studiDa approfondire
Il Comune di Caivano lo collega a un territorio che nel Medioevo era in parte incolto e usato a pascolo. Ma è «probabile», non «certo»: non c’è una prova filologica che chiuda la questione.
E «pascoli d’oro»? Nelle fonti storiche e filologiche consultate non c’è niente che lo giustifichi. Può essere una suggestione moderna, ma non è una spiegazione storica del nome.
Nei documenti il nome cambia forma: Paschariola, Pascarole, Piscarole, Pasquarola. Le grafie le teniamo come sono scritte: sono la prova di come il nome si è evoluto.
Fonti Treccani, Caivano [S9], Regione Campania, archeologia [S10], Comune di Caivano [S2], Libertini 2003 [S1], RNAM IV [P1], Registri Angioini [P4], Romano 1994 [P8]
Il 1045
La prima volta che il nome
è scritto
La più antica menzione del nome trovata finora è del 1045. Si legge nei Regii Neapolitani Archivi Monumenta (vol. IV, doc. CCCLXXXVI, Stamperia Reale, Napoli, 1845-1861), in due espressioni:
- de terris de paschariola;
- de terris de loco gualdum et de paschariola.
Documentato
Non è una data di fondazione
Il 1045 non è l’anno in cui nasce Pascarola. È il primo punto fermo che abbiamo: la prima volta in cui il nome compare in un documento arrivato fino a noi.
Libertini lo sottolinea: prima dell’anno Mille i documenti sono pochi, e un’origine più antica è del tutto possibile. DocumentatoRicostruzione degli studi
Per ora conosciamo il documento attraverso lo studio di Libertini. La riproduzione completa e la traduzione sono ancora da acquisire.
Fonti RNAM IV [P1], Libertini 2003 [S1]
Pascarola 1045 non celebra una data di fondazione, ma il primo segno finora ritrovato della nostra presenza nella storia scritta. Da quel Paschariola medievale fino alla comunità di oggi, quasi mille anni di documenti raccontano un territorio che ha cambiato forma senza perdere il proprio nome.Pascarola 1045
Il Medioevo
Un paese che si sposta
Il primo nucleo, vicino a San Giorgio
Il centro di oggi non coincide con il nucleo più antico. Gli studi collocano il nucleo medievale più antico dove sorge la Cappella rurale di San Giorgio. Ricostruzione degli studi Lo ripete anche la pagina storica del Comune di Caivano.
C’è un indizio sulle strade. Quella che da Caivano arriva a Pascarola passando per via Imbriani è relativamente recente. L’antico percorso verso San Giorgio seguiva via Frattalunga. È un indizio che aiuta, non una prova da solo. Ricostruzione degli studi
Santa Maria nella curtis, 1186
Nel 1186 un documento normanno, la Donazione Gaderisio, racconta che Teodora, vedova di Cesario de Gaderisio, e il figlio Ligorio dotarono di beni la cappelle Sancte Marie, nella loro curtis di Pascarola, costruita da Cesario. Documentato
La curtis era un complesso di case e strutture per i lavori agricoli: non un semplice cortile. Il documento chiedeva anche di andare a San Giorgio nelle feste principali, perché San Giorgio faceva allora da parrocchia. Due luoghi di culto nello stesso tempo: è la chiave per capire come il paese si è spostato.
Il centro si sposta, 1324
Nel 1324 le Rationes decimarum distinguono una cappellania di San Giorgio di Pascarola e una chiesa di Santa Maria di Pascarola. Documentato
Gli studi ricostruiscono così. Il vecchio nucleo presso San Giorgio si spopola. La curtis Gaderisio, nell’area dell’attuale Pascarola, diventa il centro principale. Santa Maria assume funzioni parrocchiali; poi la chiesa del nuovo centro è documentata con il titolo di San Giorgio, mentre l’antico San Giorgio resta cappella rurale. Ricostruzione degli studi
Un casale nell’orbita di Aversa
Per gran parte del Medioevo e dell’età moderna Pascarola fa parte del sistema dei casali di Aversa. I documenti la chiamano locus, villa, casale e, più tardi, anche «terra». DocumentatoRicostruzione degli studi
Questa dipendenza da Aversa non va confusa con l’appartenenza a Caivano, molto più tarda. E non si può dire che «Caivano fosse una frazione di Pascarola», solo perché non compare in un elenco quattrocentesco dei casali aversani: aveva un’altra condizione politico-feudale ed era già separato da quel sistema.
Gli Angioini, 1271
Con gli Angioini il potere signorile sul luogo è documentato. Nel 1271 i registri della Cancelleria concedono beni nella villa Pascarole a Nicolaus de Rugeth e alla moglie Isabella. Il cognome compare in tante varianti: Rugeth, Druget, Drugettus, Darget, Durget. Documentato
Nel 1280-1281 si ricorda anche la richiesta di una sovvenzione ai vassalli dei casali di Pascarola e Malvito. Questo non vuol dire che il feudo nasca nel 1271: il dato certo è che in quegli anni il potere signorile è presente nella struttura amministrativa angioina.
Il fortilizio, 1437
Nel 1437 un atto sui benefici della diocesi di Aversa cita il patronato della cappella di Santa Margherita, dentro il fortellitium di Pascarola. Nel 1460 i Quinternioni mettono il fortilizio fra i beni del feudo. Documentato Una struttura fortificata, dunque, c’era.
Un testo genealogico più tardi parla di «Castello di Pascarola». Ma in età moderna «castello» poteva indicare anche un palazzo signorile con elementi difensivi. Ricostruzione degli studi È plausibile che fosse la residenza signorile fortificata da cui, con le trasformazioni, derivò il palazzo baronale.
Il nome nei documenti, fino al 1480
Fra il XII e il XV secolo Pascarola compare sempre più spesso nelle carte. Tutte queste attestazioni sono documentate. Documentato
- 1191-1197 circafundoras et terras et servis et ancillis de loco Pascarole: il luogo e i beni che dipendono da lui.
- 1222Magister de villa pascarole: Pascarola è una villa.
- 1266villa pascarole: è ancora una villa.
- 1269Petri de Piscarole: il nome del luogo serve anche a identificare una persona.
- 1269-1271Matthei de Pascarola de Aversa: il legame con Aversa.
- 1276-1277Elenchi di mutuatores di Pascarola: ci sono contribuenti del villaggio.
- 1305, citato nel 1414Prisciano de Bartolomeo del casale di Pascarola: ora è un casale.
- 1371Si ricorda la villa Pascarole e alcune località del suo territorio.
- 1477Atti notarili nominano persone «de villa Pascarole».
- 1480Le chiese di Pascarola sono comprese in una concessione d’indulgenza.
Fonti Codice diplomatico normanno di Aversa [P2], Rationes decimarum [P3], Registri Angioini [P4], Pilone 1999 [P5], Salvati 1980 [P6], Repertorio pergamene di Aversa [P7], Romano 1994 [P8], Mazzoleni [P9], Libertini 2003 [S1], Comune di Caivano [S2], CEI, Cappella di San Giorgio [S6]
Signori e feudo
I Carafa, i Pisano, i Palomba
I Carafa, dal 1460
Le vicende del feudo fra Trecento e Cinquecento sono complesse. Si ricostruiscono soprattutto dai Quinternioni, i registri della Regia Camera della Sommaria. Una tradizione documentaria, ripresa dagli studi, pone nel XIV secolo l’acquisto del casale da parte di Bartolomeo Carafa.
Nel 1460 re Ferrante dichiara il casale rientrato alla Corona, in parte per la morte senza figli di Ursillo Carafa, in parte per la ribellione di Galeazzo Carafa. Lo concede, con uomini, vassalli, feudi, fortilizio, diritti e giurisdizioni, a Raniero Carafa e ai suoi discendenti legittimi. Documentato
Il Cinquecento, passo per passo
- 1507Galeotto Carafa denuncia la morte del padre Nicola Carafa, titolare del casale e feudo di Pascarola, e paga il relevio dovuto.
- 1530-1550Compaiono trasferimenti e diritti di retrovendita che coinvolgono rami dei Carafa, Dorotea Spinella e Ferrante de Afflitto.
- 1559Privilegi a favore di Giovanni Tommaso Carafa, anche su giurisdizione e diritti a Pascarola.
- 1569Ottavio Carafa succede a Giovanni Tommaso.
- 1585Il casale è posto all’asta e acquistato in favore di Giovanni Antonio Pisano per 26.620 ducati, secondo la trascrizione dei Quinternioni.
- 1594Ottavio Pisano cede la terra di Pascarola al fratello Ferdinando Pisano.
Documentato
Dai Pisano ai Palomba
Nel 1703 Giovanni Battista Pacichelli dà ancora il titolo di Marchese di Pascarola alla famiglia Pisano. DocumentatoRicostruzione degli studi
Nel Settecento emerge la famiglia Palomba. Nel 1742 un atto sull’acquisto del feudo di Cesa chiama Antonio Palomba «Barone di Pascarola e di Torre Carbonaia». L’8 febbraio 1745 l’inventario del Conservatorio di San Pietro a Majella lo registra di nuovo come barone di Pascarola. Documentato
Nel 1804 Lorenzo Giustiniani indica Pascarola come possesso dei Palomba. Nel 1901 la famiglia rivendicava ancora il titolo di Marchese di Pascarola, anche se la feudalità era stata abolita all’inizio dell’Ottocento. DocumentatoRicostruzione degli studi
Il palazzo baronale
Gli atti di nascita del 1809 nominano una «strada del Palazzo Baronale». Gli studi la identificano con un tratto dell’attuale via Semonella. Ricostruzione degli studiDa approfondire
Libertini, Migliaccio e Cervone propongono di riconoscere in un edificio ancora visibile nella zona un possibile resto trasformato del palazzo. L’ipotesi si basa su catasti, struttura dell’edificio e testimonianze locali, ma non è un’identificazione archeologica definitiva.
Fonti Capasso 1974 [P10], Libertini 2003 [S1], Pacichelli 1703 [P14], Inventario S. Pietro a Majella [S12], Giustiniani 1804 [P15], Libertini, Migliaccio, Cervone 2022 [S5]
Contare le case
Quanti eravamo
Fino all’età moderna le fonti contano i fuochi, non le persone. Un fuoco è un’unità fiscale, più o meno un nucleo domestico. Trasformarlo in abitanti, con la convenzione di circa cinque persone per fuoco, dà soltanto una stima.
Il 1459: 40 fuochi
Nel 1459, in un elenco dei casali di Aversa sotto Ferdinando d’Aragona, trascritto dall’attuario Michele Guerra, Pascarola ha 40 fuochi. Documentato Fanno circa 200 abitanti, ma è una stima, non un censimento esatto. Ricostruzione degli studi
Nello stesso elenco Pascarola è fra i casali più grandi. Per confronto: Casolla Valenzano ha 23 fuochi, Sant’Arcangelo 39, Crispano 24, Orta 24, Gricignano 31, Giugliano 128. DocumentatoRicostruzione degli studi
| Anno | Dato | Fonte e osservazioni |
|---|---|---|
| 1459 | 40 fuochi | Michele Guerra. Circa 200 abitanti solo come stima convenzionale. |
| 1601 | 90 fuochi | Scipione Mazzella. |
| 1648 | 108 fuochi | Riportato da Giustiniani. |
| 1669 | 93 fuochi | Riportato da Giustiniani. Beltrano riporta numerazioni analoghe. |
| 1737 | 92 fuochi | Guerra, citato da Libertini. |
| 1752-1753 | 142 nuclei familiari, 549 abitanti | Catasto Onciario di Pascarola, trascrizione del 2025. |
| 1804 | circa 500 abitanti | Giustiniani. |
| 1807 | circa 430 anime | Registro della contribuzione fondiaria. |
| 1901 | 800 abitanti | Domenico Lanna. |
| Oggi | circa 2.500 residenti | Stima territoriale riportata da Caritas: non è un dato ISTAT della frazione. |
Cifre di fonti e di epoche diverse: vanno lette come un ordine di grandezza, non come una serie perfettamente confrontabile.
Fonti Guerra 1801 [P11], Mazzella 1601 [P12], Giustiniani 1804 [P15], Beltrano [P13], Libertini e D’Errico 2025 [S4], Lanna 1903 [P20], Caritas, In-mensa-mente [S8]
Il Catasto Onciario, 1752-1753
Una fotografia della Pascarola del Settecento. La trascrizione moderna registra 142 nuclei familiari e 549 abitanti: 110 nuclei di cittadini di Pascarola, per 447 persone, e 32 nuclei di «forastieri residenti», per 102 persone. L’età media calcolata è di 26,16 anni. DocumentatoRicostruzione degli studi
Il catasto, redatto nel 1752 e conservato in volumi del 1753, parla di bracciali, bovari, artigiani, ecclesiastici. Descrive case, terreni, rendite e obblighi verso la Camera Marchesale. E conserva moltissimi nomi di strade, contrade e luoghi, preziosi per ricostruire la geografia storica del paese. Documentato
Il registro del 1807
Il Registro della contribuzione fondiaria della Comune di Pasquarola è conservato all’Archivio di Stato di Napoli (Ministero delle Finanze, registro n. 234). Documentato
Il verbale del 22 giugno 1807 divide il territorio in quattro sezioni: Marzano a levante, Trivio a settentrione, Maddalena a ponente, San Giorgio a mezzogiorno. Quello del 4 luglio indica circa 430 anime e un territorio di circa 5 miglia di circonferenza.
Il paesaggio: pochi giardini, in maggioranza terreni arbustati e seminatori, campi, fenili e pascoli, e un fusaro per macerare canapa e lino. Si coltivano grano, granone (il mais), canapa e vite, con vini che la fonte fiscale giudica «mediocri».
Di chi era la terra, nel 1807
Bruno D’Errico calcola 68 proprietari nel registro e segnala una forte concentrazione della terra. DocumentatoRicostruzione degli studi
- Marchese Palomba, ex feudatario: circa 525,7 moggi
- 42,2%
- Monastero napoletano di Santa Maria Maddalena Maggiore: circa 156,3 moggi
- 12,5%
- Parrocchia di Pascarola: circa 20,6 moggi
- 1,6%
Percentuali sul territorio agricolo-pastorale censito. Fonti: B. D’Errico, 1807 (S3); registro n. 234 (P16).
L’Ottocento
Dal feudo al Comune di Caivano
Fine del feudalesimo, 1806
L’abolizione della feudalità nel Regno di Napoli, avviata nel 1806, cambia l’assetto amministrativo. Pascarola passa da comunità feudale a ente municipale. Il registro del 1807 usa già la formula «Comune di Pasquarola». Documentato
Un Comune tutto suo, 1809
Gli atti di stato civile del 1809 sono intestati: «Provincia di Napoli — Università di Pascarola — Distretto di Casoria». Gli studi parlano di un breve periodo in cui Pascarola fu Comune indipendente. I documenti sono firmati da Carlo Amoruso, che era sindaco sia di Casolla Valenzana sia di Pascarola. DocumentatoRicostruzione degli studi
Pascarola non è sempre stata una semplice frazione: durante la riforma napoleonica ebbe una sua organizzazione municipale.
Le Comuni riunite, 1812 circa e 1824
Poco dopo, Caivano, Casolla Valenzana e Pascarola furono riunite nel nuovo Comune di Caivano. La data è intorno al 1812, ma approssimativa. DocumentatoRicostruzione degli studi Nel 1824 un documento dell’Archivio di Stato di Napoli chiama Francesco Pepe «Sindaco delle Comuni riunite di Caivano, Pascarola e Casolla Valenzano». Documentato
Le strade, 1809 e 1871
I 28 atti di nascita del 1809 nominano diverse strade del paese. Gli studi le hanno confrontate con i nomi decisi nel 1871 e con l’inventario delle strade comunali del 1937. Per il 1809 troviamo:
- strada di Santo Nicola;
- strada della Pigna;
- strada del Campanile;
- strada della Nunziatella;
- strada della Chiesa;
- strada del Palazzo Baronale;
- strada della Joina o Ioine: la lettura è incerta.
Le ricostruzioni li collegano a strade di oggi come via Appia, Longara, Marzano, Mazzara, Semonella, Pisani, Pigna e Caruso. Ricostruzione degli studi
Un paese ancora agricolo
Nel corso dell’Ottocento l’abitato si consolida, la rete stradale viene regolarizzata e rinominata, i collegamenti con Caivano migliorano. Le carte del 1871 e del 1937 permettono di seguire i cambiamenti e di riconoscere molti tracciati e nomi antichi. DocumentatoRicostruzione degli studi
1901: 800 abitanti
Domenico Lanna, nei Frammenti storici di Caivano (1903), scrive che il censimento del 1901 contava 800 abitanti a Pascarola. Ricorda anche il peso storico della chiesa di San Giorgio e segnala famiglie e cappelle del posto. Ricostruzione degli studi
Fonti ASN, stato civile 1809 [P17], Libertini, Migliaccio, Cervone 2022 [S5], ASN, Ponti e Strade [P18], Comune di Caivano [S2], Fajola e Lanna 1872 [P19], Lanna 1903 [P20]
Novecento e oggi
Due San Giorgio, e un paese che cambia
Due luoghi con lo stesso nome
«San Giorgio» indica, nel tempo, due luoghi diversi. Da non confondere.
Il primo è la Cappella rurale di San Giorgio, fuori dal centro, dove gli studi ricostruiscono il primo nucleo. Nel XII secolo aveva funzioni parrocchiali; nel 1324 è una cappellania. Sopravvive, molto trasformata, e oggi la CEI la segnala come abbandonata. DocumentatoRicostruzione degli studiDa approfondire
Il secondo è la chiesa del centro. Nasce come cappella privata di Santa Maria nella curtis Gaderisio, diventa chiesa del nuovo abitato e, col tempo, prende il titolo di San Giorgio. DocumentatoRicostruzione degli studi
La chiesa di oggi
Secondo la Diocesi di Aversa e una pubblicazione Caritas, una chiesa o cappella precedente del centro fu demolita nel 1943 perché pericolante, e l’attuale Chiesa di San Giorgio Martire fu completata nel 1964. Da approfondire
Conserva la dedicazione parrocchiale, ma non è l’antica cappella rurale del primo nucleo.
Dal 1972, la zona industriale
Il Novecento porta Pascarola da una comunità quasi tutta agricola a una realtà sempre più dentro l’area urbana e produttiva a nord di Napoli. Il paese si allarga lungo le strade storiche; la campagna comincia a essere erosa dall’edilizia e, dagli anni Settanta, dalle fabbriche.
Il Consorzio CSA-ASI Caivano indica per la zona industriale ASI di Pascarola una superficie di circa 2.930.000 m², e la definisce una delle maggiori del Mezzogiorno. Il polo nasce, dal 1972, quando grandi gruppi industriali, fra cui Unilever, PPG e Cirio, acquistano terreni agricoli. Poi arrivano piccole e medie imprese. Le infrastrutture le realizza il Consorzio ASI di Napoli con fondi pubblici. Da approfondire
Una parte importante del territorio passa così da paesaggio agricolo storico a paesaggio industriale.
Pascarola oggi
Oggi Pascarola è una frazione di Caivano, in un territorio molto urbanizzato e industrializzato. Ma la sua storia, lunga quasi un millennio di documenti, si legge ancora:
- nel nome, legato con buona probabilità ai pascoli;
- nell’area della Cappella rurale di San Giorgio;
- nelle strade, che conservano nomi antichi;
- nella memoria della curtis e del palazzo baronale;
- nella chiesa parrocchiale di San Giorgio;
- nelle tradizioni religiose e di comunità;
- nel rapporto fra il paese, la campagna che resta e la zona industriale.
Una pubblicazione Caritas descrive Pascarola come una comunità di circa 2.500 residenti. È una stima locale, non un dato ISTAT della frazione. Da approfondire
Fonti CEI, Cappella di San Giorgio [S6], Diocesi di Aversa [S7], Caritas, In-mensa-mente [S8], Consorzio CSA-ASI [S11]
Tutte le date
Cronologia completa
Per ogni data: il fatto, quanto è solido e dove si legge. Le sigle fra parentesi quadre rimandano alla bibliografia.
- IV sec. a.C.
Nel territorio di Caivano e dell’antica Atella ci sono tracce archeologiche, come le necropoli di Padula e Cantaro. È il contesto della zona: non dimostra l’esistenza di un borgo chiamato Pascarola.
- Età romana
Secondo gli studi e la storia istituzionale del Comune di Caivano, il territorio fu interessato dalle centuriazioni romane, la divisione agraria delle terre.
- Alto Medioevo
Possibile uso pastorale dell’area e ipotesi sull’origine del nome, che gli studi riconducono ai pascoli.
- 1045
Prima attestazione documentaria conosciuta del nome: paschariola.
- 1186
Donazione Gaderisio: una cappella di Santa Maria sorge nella curtis di famiglia. San Giorgio è ancora la chiesa di riferimento.
- 1191-1197
Il luogo compare come loco Pascarole.
- 1222
Pascarola è indicata come villa pascarole.
- 1271
Beni nella villa di Pascarola sono concessi a Nicolaus de Rugeth e a Isabella.
- 1276-1277
Compaiono contribuenti di Pascarola nei registri angioini.
- 1324
Le decime distinguono la cappellania di San Giorgio dalla chiesa di Santa Maria. L’assetto religioso è cambiato.
- 1371
Nuova attestazione di Pascarola, come villa Pascarole.
- 1437
È documentato il fortellitium di Pascarola, una struttura fortificata, con la cappella di Santa Margherita.
- 1459
40 fuochi, cioè unità fiscali. In persone sono circa 200, ma solo come stima.
- 1460
Re Ferrante concede a Raniero Carafa il casale, i vassalli, i feudi e il fortilizio.
- 1477
Atti notarili nominano abitanti «de villa Pascarole».
- 1480
Le chiese di Pascarola sono incluse in una concessione d’indulgenza.
- 1507
Galeotto Carafa succede nel feudo.
- 1585
Il casale è venduto all’asta e passa a Giovanni Antonio Pisano, per 26.620 ducati.
- 1594
Ottavio Pisano cede la terra di Pascarola al fratello Ferdinando.
- 1601
90 fuochi.
- XVII secolo
A seconda delle fonti, i fuochi sono tra 93 e 108.
- 1703
Pacichelli attribuisce ai Pisano il titolo di Marchese di Pascarola.
- 1737
92 fuochi.
- 1742-1745
Antonio Palomba è documentato come barone di Pascarola.
- 1752-1753
Catasto Onciario: 142 nuclei familiari e 549 abitanti.
- 1804
Giustiniani descrive Pascarola come possesso dei Palomba, con circa 500 abitanti.
- 1806
Il Regno di Napoli abolisce la feudalità.
- 1807
Il registro fondiario conta circa 430 anime e descrive un’economia agricola, in quattro sezioni territoriali.
- 1809
Breve fase di Pascarola come Università, cioè Comune autonomo, nel Distretto di Casoria.
- 1812 circa
Pascarola, Caivano e Casolla Valenzano sono riunite amministrativamente.
- 1824
Francesco Pepe è detto «Sindaco delle Comuni riunite di Caivano, Pascarola e Casolla Valenzano».
- 1871
Il Comune di Caivano dà nuove denominazioni alle strade.
- 1901
800 abitanti, secondo il censimento ricordato da Domenico Lanna.
- 1943
Demolita la precedente chiesa del centro, perché pericolante.
- 1964
Completata l’attuale chiesa di San Giorgio Martire.
- Dal 1972
Nasce la zona industriale ASI, su terreni prima agricoli.
- XXI secolo
Pascarola è una frazione urbana e industriale di Caivano, con una forte memoria rurale.
Cosa non sappiamo ancora
Le domande aperte
Una storia fatta bene dice anche dove si ferma. Queste sono le cose che vorremmo chiarire, documento dopo documento.
- Il documento del 1045: servono una riproduzione ad alta qualità e la traduzione completa (RNAM, vol. IV, doc. CCCLXXXVI).
- La Donazione Gaderisio del 1186: manca il testo completo (Codice diplomatico normanno di Aversa, doc. CXXX).
- Le decime del 1324: da riprodurre e tradurre per intero le voci 3705 e 3715.
- Il documento del 1437 sul fortellitium e sulla cappella di Santa Margherita: da controllare direttamente.
- L’elenco di Michele Guerra del 1459, quello dei 40 fuochi: da digitalizzare.
- I Quinternioni: una cronologia documentata completa delle famiglie Carafa e Pisano.
- Il passaggio dai Pisano ai Palomba: quando e come avvenne, senza le incongruenze delle fonti secondarie.
- Il Catasto Onciario del 1752-1753: da trasformare in un archivio di famiglie, mestieri, strade, proprietà e nomi di luogo.
- Il registro del 1807: da collocare sulla mappa le quattro sezioni Marzano, Trivio, Maddalena e San Giorgio.
- Lo stato civile del 1809: una mappa che metta a confronto le vie di allora e quelle di oggi.
- Il catasto dell’Ottocento: per individuare con precisione il Palazzo Baronale e le strade scomparse.
- La Cappella rurale di San Giorgio: ricerca architettonica, documentaria e fotografica.
- L’archivio parrocchiale: battesimi, matrimoni, morti, visite pastorali, confraternite e feste religiose.
- La memoria orale del Novecento: interviste agli anziani, tenendo sempre separati il ricordo personale e il fatto documentato.
- L’area industriale: il passaggio da campagna ad area ASI dal 1972, in fotografie e carte.
Hai un documento, una fotografia, un ricordo?
Un atto di famiglia, una cartolina, un racconto di tua nonna: scrivici, anche se pensi che non conti. Un ricordo lo teniamo distinto dai documenti, e prima di pubblicare una foto o una scansione ne verifichiamo i diritti.
prolocopascarola1045@gmail.com
Per andare a fondo
Vuoi controllare?
Ogni data ha la sua fonte. Le trovi tutte, con il metodo che seguiamo, nella pagina Fonti e metodo. E se la storia di Pascarola ti sta a cuore, puoi darci una mano.